QUALCUNO SALVI IL SALARIA SPORT VILLAGE….

ARTICOLO LEGGIBILE SU ROMATODAY DEL 15 MAGGIO 2026

 

 

Ad agosto 2024, la società che gestiva la palestra e la piscina coperta del complesso è fallita, portando alla chiusura immediata di quegli spazi che, oggi deserti, vanno ad aggiungersi alla piscina olimpionica mai rimessa in funzione e ad altri edifici abbandonati. Sebbene il contratto di locazione della TTT non includesse formalmente l’accesso a quegli spogliatoi, l’associazione ne aveva sempre usufruito, anche a fronte di un corrispettivo. Da settembre 2024 la Società Sportiva Romana ha inibito totalmente alla TTT l’accesso a qualsiasi locale spogliatoio e doccia, trincerandosi dietro un’interpretazione formalistica del contratto e rifiutando persino un’offerta mensile da parte di Pedà per prenderli in gestione.

Le conseguenze sono state devastanti. I frequentatori del circolo tennistico, impossibilitati a farsi una doccia, sono stati costretti a cambiarsi nel parcheggio. La scomparsa improvvisa delle altre attività ha impedito poi ai genitori di frequentare il centro durante le lezioni di tennis dei figli. Il risultato è stata una rapida emorragia di soci. Per la mancanza di spogliatoi, nel 2024, la Federazione Italiana Tennis e Padel, FITP, ha sospeso il progetto “Racchette in classe”. L’impossibilità di ospitare atleti internazionali ha costretto l’organizzazione a spostare l’edizione 2026 del Lemon Bowl al Foro Italico. A gennaio 2025, inoltre, un socio ha avuto un malore ed è stato soccorso per strada, steso sull’asfalto, per l’assenza di un locale riservato o di uno spogliatoio.

Stato di abbandono

Nel frattempo il resto del Salaria Sport Village veniva lasciato all’incuria o, peggio, sfruttato per attività illecite. L’immensa piscina coperta da 50 metri, costruita abusivamente per i Mondiali di Nuoto del 2009, è oggi un cimitero di detriti inutilizzato e transennato perché “c’era il rischio che cadessero enormi lastroni di vetro, noi andavamo lì intorno per fare esercizi di preparazione atletica”, spiega Pedà. La manutenzione di aiuole, strade e aree comuni è ridotta al minimo sindacale, mentre la scarsa vigilanza ha favorito effrazioni, come il furto di quasi tremila euro di attrezzature subito dalla TTT nel novembre 2025.

Non solo. Nell’ottobre del 2023, la Polizia di Stato ha posto i sigilli a una parte dei locali dopo aver scoperto una discoteca completamente abusiva, pubblicizzata sui social, con all’interno oltre 500 giovani, per la maggior parte minori, in palese violazione delle norme di sicurezza. Attività non proprio in linea con la funzione sociale che dovrebbero avere i terreni confiscati. Un’enorme area verde retrostante agli impianti è stata affittata a una società di autonoleggio, la MuoviAmo Parking Srl. La società romana, che offre parcheggio e noleggio auto tra Milano, Venezia, Firenze e la Capitale, è compartecipata dal CEO Alessandro Pollastrini, tramite la Bruno Parking Srl, e da Francesco Palazzi, ex socio di Flavio Briatore in Crazy Pizza, e dalla sorella Isabella, tramite la Palazzi Holding Srl. L’area è stata trasformata in un deposito a cielo aperto che ospita ogni giorno migliaia di automobili per un affitto corrisposto alla proprietà di oltre ventimila euro al mese.

L’azione legale

La desertificazione degli impianti, seguita al fallimento di piscina e palestra e al conseguente divieto di utilizzo degli spogliatoi, ha messo la TTT, società senza scopo di lucro che si reggeva sui contributi dei soci e degli sponsor, in una situazione molto difficile. I ricavi sono crollati: dai 524.669 euro del 2023, si è passati ai 367.102 del 2024, ai 265.032 del 2025, fino a una stima di appena 92mila euro per il primo semestre del 2026.

Non riuscendo più a sostenere il pesante canone di locazione da oltre quattromila euro mensili, a causa dell’esodo degli iscritti, la TTT ha subito lo sfratto esecutivo il 30 marzo 2026. A fronte di questa procedura, ad aprile 2026 la TTT ha citato in giudizio la Società Sportiva Romana Srl, accusandola di grave e reiterato inadempimento contrattuale, violazione della buona fede e mala gestione di un bene pubblico. Basandosi su una perizia tecnica, la società di Pedà ha richiesto un risarcimento danni di 256.550 euro per lucro cessante, danno emergente e gravissimo danno d’immagine.

Sul sito del Comune, l’annuncio della partnership con la FIGC riportava: “Salaria Sport Village diventerà ‘Casa delle nazionali’ grazie a Roma Capitale, Anbsc e Figc”.

“Io non ce l’ho con nessuno. Volevo soltanto fare una cosa bella per il sociale, per i ragazzi, per i genitori, per le famiglie”, commenta il maestro di tennis titolare della TTT. “Purtroppo ci hanno ridotto all’abbandono, è andato tutto allo sfascio”.

La parabola del Salaria Sport Village rischia di rappresentare una drammatica sconfitta per le istituzioni pubbliche. Nel 2020 era stata data la notizia che l’Agenzia nazionale per i beni confiscati alla criminalità organizzata avrebbe assegnato a Roma Capitale il Salaria Sport Village che, in base a un protocollo già firmato, sarebbe stato al centro di un ambizioso progetto per trasformarlo nella Casa delle nazionali, in collaborazione con la Federazione Italiana Giuoco Calcio. La giunta era quella di Virginia Raggi e, con il cambio di amministrazione, del progetto si sono perse un po’ le tracce. “Ci sono state diverse interlocuzioni negli anni anche con i due diversi presidenti dell’Anbsc, ma il bene non dipende dall’assessorato ma dall’Anbsc stesso”, fanno sapere dal Comune.

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